L’Evoluzione del Marketing Sanitario.

Il marketing sanitario è una disciplina relativamente recente rispetto ad altri settori. Inizialmente, la comunicazione nel campo della salute era incentrata soprattutto sull’informazione e sull’educazione del pubblico riguardo alle pratiche igieniche e alle malattie più comuni. Le prime campagne, spesso promosse da enti pubblici o organizzazioni no-profit, avevano l’obiettivo di diffondere comportamenti salutari e di prevenire la diffusione di patologie.

Il caso-Cecilia Sala e la tecnica giornalistica

CECILIA SALA

Noi italiani amiamo la cronaca ma trascuriamo le notizie
Lo sanno bene i giornalisti, che spesso ne abusano, e lo verificano quotidianamente i fruitori dell’informazione, che ne diventano dipendenti fino a seguire in tv pessime storie di sangue & sesso: la cronaca è la notizia, ne costituisce il fondamento e sovente diviene la ragion d’essere della notizia stessa. Tuttavia non completa la notizia, poiché quest’ultima – cioè ogni realtà umana valutabile come notizia – è formata da cronaca e qualcos’altro. Molto altro.

Il futuro della creatività, come l’IA sta ridefinendo l’arte e il design

Il futuro della creatività

L’intelligenza artificiale generativa sta trasformando profondamente il panorama creativo, ridefinendo ciò che intendiamo per arte e design. Strumenti come Midjourney, DALL·E, Runway, e Stable Diffusion da semplici applicazioni di supporto per artisti e designer si sono trasformati in veri e propri partner creativi in grado di generare opere, idee e progetti con una rapidità e precisione straordinarie. Ma cosa implica tutto ciò per il futuro della creatività?

Che 2025 ci attende? Instabilità vuol dire opportunità. Ce lo insegnano i napoletani.

Cosa dobbiamo aspettarci dal 2025, positività o insidie, gioie o dolori, sorrisi o mugugni? Risulta arduo tentare di prevedere il futuro, ma in questo caso l’anno appena concluso, il vituperato 2024, ci fornisce indicazioni nette seppure non sempre liete, comunque capaci di indirizzarci verso una prospettiva meno nebulosa. Proviamo a scandagliare i giorni e le settimane che verranno, utilizzando alcune parole-chiave. Un paio, non di più.

Dopamina, “l’eletta”

Dopamina

Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore presso il dipartimento di Scienze biomediche dell’Università degli Studi di Milano, sta da tempo sostenendo, riferendosi all’adolescenza, che siamo nell’era della predominanza della dopamina, ovvero di un neurotrasmettitore legato al piacere e a forme di dipendenza. Ma cosa significa? Cosa sta accadendo al nostro cervello? Alle nostre vite, al nostro tempo? Questo è un fenomeno che riguarda le nuove generazioni o anche gli adulti?

“Futurist”, come motore del cambiamento. L’asset strategico che ogni azienda deve avere per affrontare le sfide del futuro.

Pensare oltre il presente: la previsione strategica.
Essere futurista significa individuare segnali deboli nel presente che potrebbero anticipare cambiamenti significativi in futuro. Jennifer Lo descrive questa attività come “a caccia di segnali nel rumore”: idee, tecnologie o tendenze emergenti che potrebbero sembrare marginali oggi, ma che hanno il potenziale per ridefinire interi settori.

L’uomo diviso. Animal Laborans e Homo Faber tra alienazione e creatività.

Arendt distingue chiaramente il lavoro dall’opera:
– Il Lavoro, prodotto dell’animal laborans, è un’attività necessaria e ciclica, destinata al consumo immediato e intrinsecamente legata alla sopravvivenza biologica.
È marchiato dalla transitorietà e dalla fugacità.
– L’Opera, invece, è il prodotto dell’homo faber, il quale costruisce un mondo di oggetti durevoli che trascendono la vita biologica, costituendo la base del vivere comune.

Sound Branding: Redesign the experience

Brand, Suono, Identità: stiamo parlando di Sound Branding, ovvero di come il suono, in
maniera strategica, può trasmettere i valori e le emozioni che un brand vuole evocare nel
suo pubblico.

Limiti della politica e diritto di voto. Non perdiamo l’appuntamento con le scelte.

All’alba di un voto, e segnatamente del voto regionale in Umbria come in Emilia Romagna, sono in molti ad avvertire la nausea della partecipazione, cioè quel senso di scoramento che può avvolgere l’elettore medio al cospetto di altrui nefandezze, quando tutto sembra concorrere a rendere inutile la positiva aspirazione collettiva al bene comune.